Scopriamo insieme cosa significa essere assistente veterinario. Chi è e cosa la nuova figura professionale della clinica veterinaria
Introduzione
La professione dell’assistente veterinario ricopre un ruolo fondamentale fuori e dentro le cliniche e gli ambulatori veterinari. Egli si occupa sia nelle procedure infermieristiche e riabilitative, sia della gestione ambulatoriale in generale.
Un assistente tecnico veterinario possiede una grande passione per il mondo animale ma possiede anche un’intensa preparazione teorica e pratica, per prendersi cura quotidianamente dei suoi pazienti, come farebbe un infermiere in medicina umana.
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Chi è l’assistente veterinario?
L’assistente veterinario è una figura professionale che affianca il medico veterinario nelle pratiche quotidiane della realtà di una clinica veterinaria.
I compiti di un assistente veterinario possono essere paragonati a quelli svolti in medicina umana dagli infermieri professionisti.
Per la professione veterinaria, la presenza di questo tipo di personale ausiliario qualificato (quale componente a piena validità dell’equipe di ambulatorio o clinica) costituisce un passo avanti assolutamente significativo.
Leggi qui l’articolo del Corriere della Sera sulla presenza del tecnico veterinario negli ambulatori
Cosa fa un assistente tecnico veterinario?
Le mansioni che vengono svolte sa svolte dall’assistente veterinario variano secondo le molteplici modalità in cui può essere organizzata la prassi veterinaria del contesto.
Oltre a rappresentare un aiuto concreto nel contenimento degli animali, nella ricezione del cliente e nella gestione dell’igiene generale dell’ambiente di lavoro, i moderni tecnici veterinari eseguono procedure infermieristiche di natura medica e chirurgica, di medicina di laboratorio, di allestimento della sala, di vigilanza sul paziente in fase di risveglio post anestesia, di esecuzione degli esami ematochimici e citologici, di somministrazione di terapie.
Accessori per assistente tecnico veterinario
Ricopre inoltre, la figura di anestesista, ferrista e tecnico delle apparecchiature per la diagnostica per immagini ed altre.
Esse quindi, comprendono:
- aiuto concreto nel contenimento degli animali
- pronta ricezione del cliente
- gestione dell’igiene generale dell’ambiente di lavoro
- procedure infermieristiche
- allestimento della sala chirurgica
- vigilanza sul paziente in fase pre-operatoria e di risveglio post anestesia
- esecuzione degli esami di laboratorio
- somministrazione di terapie e applicazione di bendaggi
Differenze
In Italia ci sono vari modi per indicare questo ruolo professionale e ciò è forse il motivo per cui non è una categoria ben definita.
ma quali sono le differenze tra assistente, tecnico o infermiere veterinario?
In questo articolo analizzo tutte le differenze che ci sono anche in base alle realtà di altri paesi.
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Preparazione professionale
Per diventare tecnico veterinario e necessario possedere un’ottima preparazione scientifica.
Questo tipo di preparazione è fornita da un Corso di studi Universitario della durata di 3 anni o un corso professionale della durata di 2..
La prima si svolge in determinate strutture universitarie e laboratori scientifici. È composto, in parte, da lezioni frontali, inerenti basi di chimica, biologia, anatomia, patologia, microbiologia, fisiologia, ma anche economia, statistica e matematica. Altrettanto, lo studente prende parte in lezioni applicative, grazie al background fornito dai moduli di base, come nutrizione, farmacologia, anatomia patologia, tecniche infermieristiche e di allevamento e comportamento animale, che si possono svolgere in laboratori o direttamente sul campo di lavoro.
In italia, inoltre, è possibile frequentare un corso professionale generalmente della durata di 2 anni tramite delle scuole professionali e dei corsi online. Questi corsi forniscono una buona preparazione teorica di base e altrettanto pratica per esercitare questo lavoro.
Scopri Come diventare Assistente Tecnico Veterinario negli Stati Uniti d’America
Riconoscimento della figura professionale
La figura del tecnico o assistente veterinario in Italia nasce con precisione nel giugno 2006 grazie all’ATAV (Associazione Tecnici Ausiliari Veterinari).
La figura professionale di assistente veterinario trova una propria legittima forma di riconoscimento a livello europeo, alla luce della direttiva 95/43/CE.
Per saperne di più puoi visitare il sito atav.it dove potrai trovare l’atto costitutivo e lo statuto, assieme alle modalità di iscrizione all’associazione.
Questa classe professionale ancora in definizione è anche rappresentata da Lauvett che si batte affichè venga delineata meglio il ruolo del tecnico veterinario all’interno delle professioni e del settore veterinario, che venga tutelato e che gli venga riconosciuto il giusto merito. Mira anche ad unificare la formazione.
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Conclusione
Un assistente veterinario rappresenta un vero e proprio punto di riferimento all’interno di una clinica veterinaria, dato che sarà proprio questa figura professionale a svolgere, oltre alle mansioni di cura dell’animale e assistenza veterinaria, anche compiti burocratici e amministrativi.
Tutto questo richiede una specifica preparazione, assieme ad una buona dose di pazienza, disponibilità, cortesia, senza dimenticare una ottima capacità relazionale e un forte senso pratico.
